Storia

Condividi su:   Facebook Twitter Google
Ecce Homo_ph1

Foto 1

edicola_ph2

Foto 2

Sulla vecchia strada che congiungeva Palermo a Trapani, quando ancora Cinisi era un paese di qualche migliaio di abitanti e le case arrivavano all’incirca fino all’attuale via IV Novembre, esisteva un’edicola sacra con l’immagine dell’Ecce Homo dipinta su metallo (foto 1), ancora oggi conservata nei locali del Santuario. Nei primi decenni del 1800 l’edicola era in qualche modo meta di “pellegrinaggi devozionali” di contadini che dal centro città, mentre sui muli si portavano ai campi, dinanzi ad essa sostavano in preghiera per raccomandarsi alla benevolenza di Dio. Negli ultimi decenni dell’800 (non si hanno date certe poiché mancano i documenti) fu costruite una cappella che forse corrisponde alla attuale sacrestia, ma già i primi del secolo successivo venne edificata l’attuale Chiesa aprendola al culto. L’edicola sacra (foto 2) rimase all’esterno della Chiesa attaccata alla facciata prospiciente alla statale ed è ancora oggi oggetto di devozione.

Foto 3

Foto 3

Negli anni 50 viene sostituito il quadro con un mezzo busto dell’Ecce Homo in legno (foto 3).

addolorata_ph4

Foto 4

Non ci sono documenti dai quali si evince come mai la Statua dell’Addolorata, della scuola del Bagnasco, che troneggia nella nicchia centrale e quella del Cristo Morto, (foto 4 e 5) posta sotto l’altare, siano arrivate in questa Chiesa e come la Processione del Venerdì Santo parta proprio da essa.

Foto 5

Foto 5

Negli anni “20 venne edificato sulla Chiesa il Campanile ad opera della famiglia Sbacchi, pare per grazia ricevuta. Questo campanile verrà arricchito agli inizi degli anni ‘90 di 4 campane elettrificate e dell’orologio. Riportiamo la fotografia che fa vedere la edificazione del Campanile in corso d’opera (foto 6)

Foto 6

Foto 6

Negli anni “30 comincia a costituirsi la Congregazione Ecce Homo che è chiamata a zelare il culto verso Gesù e a promuovere la Processione del Venerdì Santo, anche se essa nasce come Società di Mutuo Soccorso. Intanto cominciano ad essere edificate delle abitazioni nelle vicinanze della Chiesa e l’Arciprete crede bene di assicurare la celebrazione della Messa domenicale, sicchè gli abitanti più vicini alla Chiesa promuovono qualche attività quali la catechesi e la recita del Rosario.

Negli anni “40 e inizio “50 l’abitato comincia a spostarsi verso la Strada Statale ed oltre verso la contrada Magaggiari, per cui l’Arcivescovo di Monreale, S.E. Mons. Francesco Carpino ( foto 7), decise di assicurare l’assistenza religiosa ai fedeli , elevando la Chiesa in Parrocchia : il 1 settembre 1955 viene emanato il decreto di costituzione. Primo Parroco della nuova Parrocchia è nominato il dinamico ed efficientissimo Don Antonino Monteleone ( foto 8).

Come si vede nella fotografia qui accanto riportata ( che raffigura uno dei primi Matrimoni ) ( foto 9), fin al 1956 la facciata della Chiesa era spoglia. Bellissimo il rosone e il portale, ma ancora le pietre in tufo per la costruzione erano visibili. Non abbiamo notizia dell’anno del rifacimento della facciata; così come non si hanno notizie circa il rifacimento del pavimento della chiesa, che era rivestito di mattoni in cotto rosso.

Le dimensioni della Chiesa bastavano ad accogliere i fedeli, per cui non si pensò allora di acquistare i terreni confinanti utili in futuro alla costruzione non solo di una Chiesa più ampia, ma anche delle opere necessarie per l’attività di una parrocchia. Gli anni del boom edilizio videro il territorio parrocchiale pieno di nuove costruzioni, anche nei terreni della zona marina .

Nel 1962 P. Monteleone è promosso Arciprete di Capaci e viene chiamato a succedergli Don Giovanni Lena ( foto 10 ) che reggerà la Parrocchia dal 1962 al 1987. In questo più che un quarto di secolo non si rilevano per la storia grandi novità.

Il terzo Parroco, Don Pietro D’Aleo ( foto 11 ), che prende possesso della parrocchia Il 28 novembre 1987, trova che bisogna porre mano subito agli interventi sulla Chiesa: dai tetti alla pavimentazione, dai locali annessi, al piccolo lotto di terreno che sta dietro l’abside e che diventa utilissimo salone per le attività catechistiche e ricreative. Tutto viene realizzato con 8 Cantieri di Lavoro che si è riusciti ad ottenere dalla Regione Sicilia.

Per volontà del Parroco e del Consiglio Pastorale viene rivolta preghiera al Vescovo perchè la Chiesa, a 50 anni dalla creazione della parrocchia, venga elevata a dignità di Santuario. E questo perchè Essa da sempre è stata meta di pellegrinaggi e custodisce le immagini tanto venerate della Addolorata e del Cristo Morto.

Sua Eccellenza Mons. Cataldo Naro ( foto 12 ), accoglie la richiesta e in data 31 maggio 2005, con decreto Prot. n. 231/05 ( foto 13 ), la Chiesa viene ufficialmente eretta e costituita in Santuario Diocesano.

Il Santo Padre Benedetto XVI, con decreto della Sacra Penitenzieria Apostolica Prot. n. 381/10/I in data 31 maggio 2010 ( foto 14 ), concede la facoltà di lucrare la indulgenza plenaria diverse volte l’anno.

Il Santuario dell’ Ecce Homo in questi anni di gestione del Parroco D’Aleo, diverse volte è stata tinteggiata e arricchita di arredi, quali lampadario e applicchi in legno dorato, sedia del celebrante e sgabelli, altare, organo elettronico ecc..